di Rocco Penazzi

globi luminosi ritaglio

Era l’estate del 1991, giugno o forse luglio. Con il mio amico e compagno universitario Ivan eravamo sul versante spagnolo dei Pirenei per un Trekking di più giorni. Partimmo da Lourdes in Francia in direzione della costa dell’Oceano Atlantico. Arrivammo così sul versante spagnolo, ritrovandoci in una zona del tutto sperduta, nessuna casa, nessuna persona sulla strada.
Durante il cammino avvistammo un rudere dal cui interno usciva del fumo; ci avviciniamo.
Il rudere (un vecchio edificio in pietra e legno) era molto malmesso, ma all’interno qualcuno aveva acceso un fuoco di cui erano rimaste solo le braci. Era mezzogiorno o forse il primo pomeriggio, non ricordo bene, deducemmo che chi aveva acceso il fuoco sarebbe ritornato, quindi ci accampammo fuori dal rudere, e mettemmo per terra gli zaini.
Era ormai sera e ancora non arriva nessuno; era molto strano dato che lasciare un fuoco anche solo con poche braci accese non era una cosa da vero camminatore di montagna.
Cucinammo qualcosa da mangiare. Poi, per rilassarci, Ivan si mise a leggere a voce alta una libro in inglese sui Pirenei che, oltre alla descrizione dei percorsi, riportava il resoconto delle esperienze di persone che erano già state a camminare in quelle zone.

Il racconto che lesse era legato al folklore… Narrava di un viandante il quale, mentre si riposava in accampamento, si svegliò di soprassalto iniziando a percepire e vedere alcuni strani fenomeni: un vento che si alzava all’improvviso, un freddo intenso che lo avvolgeva, un grande numero di lucciole che sciamavano verso di lui. Vide figure femminili danzare che poi si rivelarono essere streghe. Insomma, un racconto suggestivo, perfetto per un posto come quello, con quello strano rudere alle spalle.
Le temperature quella notte erano alte, quindi non montammo la tenda e ci coricammo sull’erba, infilati nei sacchi a pelo; decidemmo però di non ripararci dentro al rudere (che comunque non era pericolante) perché pensavamo che, se non occupato da un camminatore, fosse la dimora di un barbone che ci aspettavamo di vedere arrivare a momenti benché, sia chiaro, quelle zone fossero assolutamente deserte per molti chilometri, né case, né persone… Eravamo proprio soli io, il mio amico e la natura. E così ci addormentammo.

Mi svegliai nel cuore della notte provando una sensazione molto strana; si alzò un grande vento e iniziò a fare davvero freddo tanto che quel punto decidemmo di ripararci dentro al rudere. In quell’istante pensammo al racconto che avevo letto poco prima, sembrava proprio di rivivere l’episodio delle streghe. L’inquietudine era accresciuta dall’aver sentito, poco prima di addormentarci, una massa molto grossa che si muoveva tra i cespugli ai  margini del bosco; in altre zone avevamo avvistato delle mucche, ma lì non ce n’erano, quindi pensammo subito ad un orso. Ma alla fine il sonno prese il sopravvento.
Dopo un po’, non ricordo quanto, mi sentii chiamare, mi svegliai, era Ivan che, allarmato, mi indicava qualcosa fuori dal rudere: era una moltitudine di lucciole! Poi aggiunse “Guarda anche quelli!” Io mi ero appena svegliato e stavo ancora riaprendo gli occhi; per osservare meglio uscimmo dal rudere.
E allora vedemmo bene. In lontananza si potevano scorgere enormi sfere luminose che, in un movimento fluido e continuo, da terra si alzavano al cielo per poi sparire; erano molto numerose e il fenomeno continuò per diversi minuti.

Globi luminosi blu
disegno di Stefano Baiocchi


Era come guardare le bollicine di anidride carbonica che risalgono verso la superficie di bicchiere di acqua gassata, solo che le sfere di fronte a noi erano enormi, luminose e di forma ovoidale.
Ma per noi, in quel momento, erano UFO, i famosi Oggetti Volanti non Identificati. In realtà non riuscimmo mai a capire cosa fossero davvero, né in quel momento né dopo… Poco dopo ipotizzammo anche altre spiegazioni… Un particolare fenomeno atmosferico oppure qualcosa dovuta all’azione dell’uomo, ma sarebbe stato strano visto che eravamo in zone senza insediamenti o villaggi.
Nonostante tutto tornammo a dormire ed al mattino riprendemmo il cammino, senza vedere mai chi aveva accesso il fuoco e senza risposte per lo straordinario fenomeno luminoso. 

Non vi so dire cosa fossero quelle sfere … pensai anche a qualche connessione con esercitazioni militari oppure a particolari emissioni di gas da sottosuolo… ma erano pure congetture.
Magari un giorno indagherò meglio su quella zona, ma dovrei ritrovare il punto esatto sulla cartina e sono passati molti anni.
L’unica cosa certa è che per me rimane un Mistero irrisolto.